Oggi come ieri in Toscana, ma soprattutto in Maremma, nella notte tra il 30 aprile ed il 1 Maggio è possibile ascoltare ancora questo canto itinerante di questua le cui  origini ci riconducono all'antico culto degli alberi e dei rituali agresti; un rito propiziatorio divenuto un canto augurale nel quale si trasmettono gli auguri gioiosi per l'arrivo della Primavera, al rifiorire della natura dopo i rigori dell'Inverno, auspicando fertilità e buon raccolto. Così in Maremma è facile imbattersi in queste variopinte brigate di "maggerini" tutte adornate di fiori e colori che vagano di podere in podere, partendo il pomeriggio del 30 aprile per arrivare al pomeriggio del giorno dopo. Queste squadre di inconsueti visitatori notturni sono formate in genere di 10/15 elementi; vestono abiti e cappelli solitamente decorati con fiori di carta e nastri colorati. Il canto è accompagnato dal suono di strumenti musicali quali la fisarmonica e la chitarra. Nei gruppi, oltre alle voci del coro, troviamo vari personaggi coma la figura centrale del Poeta che in genere compone il testo del "maggio" ed intona il "permesso" per entrare nei poderi ed il "ringraziamento" prima di uscire, sempre in "ottava rima"; l"Alberaio" che porta un ramoscello d'alloro fiorito simbolo del "Maggio"; il "Corbellaio" incaricato di raccogliere e custodire i doni e le offerte fatte dalle famiglie che in seguito saranno consumate in un pasto comune chiamato "Ribotta".   





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30 anni fa nasceva LA SENTINELLA DEL BRACCAGNI





30 aprile 2022: finalmente si riparte, ben due squadre di maggerini si sono aggirate  nella campagna di Braccagni  a "cantare il maggio". 
 1 maggio  2022: è tornata la Festa del Maggio di Braccagni, questo anno non nell'oliveto ma in paese, in via dei Garibaldini, 42 presso il Centro Gli Anta. Non sarà la stessa cosa rispetto all'oliveto, ma anche questo luogo si presta per la riuscita della Festa.

 

       

             

                                                              

 

Maggio 2022

Ancora Maggio torna

vestendo prati e rami

e l?aria torna piena di richiami.

Tra gli esseri viventi

ovunque c?è fermento

le serenate ce le canta il vento.

Ma questa bella quiete

che tinge i campi e i mari

si sporca con le bombe e con gli spari.

I fiori sono tristi

profumano un po? meno

perché la guerra sparge il suo veleno.

E mentre il sole scalda

ginestre e margherite

risuona il grido ?armatevi e partite ?.

Se proprio ne hanno voglia

feroci e sorridenti

vadano a far la guerra i presidenti.

Che Maggio sia flagello

e secchi col suo sole

chiunque questa pace non la vuole.

Tra i popoli del mondo

risuoni a primavera

la pace come fosse una bandiera.

Si torni a far la terra

il centro della vita

a carezzarla piano con le dita.

Che cessino gli sprechi

perché ce n?è per tutti

lo negano soltanto i farabutti.

L?agricoltura serve

e Maggio ci rammenta

del grano che ci sfama e ci sostenta.

Per i lavoratori

che chinano la testa

spezzate le catene e fate festa.

Che il popolo del mondo

riprenda i suoi valori

e scacci gli arroganti sfruttatori.

Lasciate chi vi sfrutta

a fare quel che fate

per poco o niente intere giornate.

Che il primo Maggio porti

giustizia in ogni tetto

chi è troppo largo si faccia più stretto.

E quando il sole muore

con la sua rossa danza

domani porti un alba di speranza.

Enrico Rustici

                                                                                "SHOME'R, MA MI-ILAILAH?"
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